Google+ API, tanta attesa per nulla?
Questa sera, mentre cenavo, mi è giunta per email la notifica di google che mi segnalava l’avvento delle nuove API per il suo social network, google plus.
A dir la verità era parecchio tempo che ero sinceramente curioso di testare nuove possibilità di integrazione per il social network di Mountain View, visto che fino ad ora ha reso pubblico solo il tasto +1, lasciando praticamente la concorrenza libera di gongolare con ben più avanzati strumenti quali lo share, il send, il badge, l’activity feed, i commenti integrati, il live stream ma soprattutto lo stesso like button: molto più potente grazie a diverse customizzazioni possibili e soprattutto grazie alla possibilità di scegliere tra “piacere” e “consigliare”, due verbi molto più espressivi rispetto ad un minimalistico +1.

- Una schermata dei miei test
Sono rimasto invece sorpreso, e deluso, quando leggendo l’articolo ho letto (ed in seguito testato) che si può fare ben poco: leggere i dati di un qualche utente, generici, e sotto autorizzazione la possibilità di poter prendere le ultime attività del profilo. Ovviamente tutto sotto connessione SSL certificata, moda che ha lanciato google per far sembrare che così i dati degli utenti siano molto più sicuri. Tra parentesi, ho sempre trovato ridicola questa cosa – primo perchè la grandissima maggioranza di furti di identità avviene tramite phishing (ovvero email fraudolente che ti portano ad inserire user e password in un sito graficamente simile all’originale) e non sniffing (intercettazione dei pacchetti in GET/POST su navigazioni non sicure), per ovvi motivi di facilità d’uso e di numeri. Secondo perchè il più grande bug di ogni sito è l’utente, che clicca dove non dovrebbe, installa plugin poco consigliabili, etc.
Comunque, tornando on-topic, io credo che google si stia accorgendo che questo suo progetto sta fallendo, non solo grazie alle miriadi di aggiornamenti che facebook ha condotto in questi ultimi mesi, ma anche perchè è scarsamente integrabile; oramai la maggior parte del social è fuori dai grossi siti: la fai sui portali, tweettando o condividendo una pagina, commentando tramite il tuo profilo, diventando fan e seguendo le attività della pagina non dai feed rss ma direttamente dalla tua bacheca, insomma un’esperienza che non provi soltando rimanendo sul tuo profilo e sulla bacheca. E quindi speravo che avrebbe dato un enorme colpo di reni lanciando una cosa meravigliosa, delle possibilità fino ad ora non sperimentate, magari anche piccoli social plugin che sarebbero diventati poi virali, come la corsa al “plugin google +1″ su wordpress quando uscì questa novità ed altre ancora, oppure chiarendo la funzione e l’interazione con gli sparks, o ancora una versione embedded degli hangout.
E invece no, si limita a fare piccoli passi alla volta, creandoci attorno un grosso alone di mistero.
Io spero comunque che riesca a riprendersi e che ci faccia vedere qualcosa che possa far pensare che, in definitiva, è capace di dare filo da torcere alla concorrenza.
3 Comments
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Grande analisi!
Ti do ragione, IMHO ancora non si capisce a quale target vuole riferirsi Google Plus:
generalista e tentacolare come Facebook o com’è finora, mera anche se interessante, riunione di molti servizi targati G sotto lo stesso account con una spruzzata di social, fatta per i geek?
Stanno sperimentando è vero, ma nessuno può permettersi di lisciare un colpo, non sono start-up.
Gli “sparks” credo abbiano un buon potenziale, e oggi notavo una cosina interessante. Se si ripresenta ancora (tre indizi fanno una prova, cit.) la porto al webinar SEO Training del 29 settembre
Hai ragione, può essere una buona occasione di discussione! visto che ha avuto una discreta diffusione sui social metto un info box all’inizio del post
Grande Mark!